martedì 31 maggio 2011

Stringiamoci a Conte (A-Team su LaStampa.it)

Tredici stagioni bianconere, cinque scudetti, una Champions, un'Intercontinentale, una Uefa, una Supercoppa Europea, una Coppa Italia, quattro Supercoppe Italiane. Molti lo chiamano ancora Capitano, forse anche tra quelli che lui dovrà far accomodare in panchina per scelta tecnica.

No, Antonio Conte non è più il Capitano, è il Mister e da quest'ottica il palmarès assume tutta un'altra prospettiva: due promozioni dalla B alla A e un esonero nella serie maggiore. Non certo il profilo di un top. La differenza con quello di Delneri risiede all'anagrafe: 19 anni. In tre anni Guardiola ha vinto due Champions, figuriamoci quanti tituli si possono mettere in bacheca in 19.

Tuttavia, Conte arriva alla Juve più da calciatore che non da allenatore, trasportato a Vinovo in corsia riservata dalla curva. E in queste occasioni solleticare gli istinti curvaioli non è mai un vanto.

Però stavolta voglio dare fiducia alle scelte della Società, convincendomi che sono soltanto sportive e che vedano in Antonio Conte non il passato capitano, ma il futuro mister su cui fondare un ciclo.

Qui si è arrivati al bivio definitivo: dopo quattro allenatori in due anni solari (Ferrara cominciò la sua avventura bianconera nel maggio 2009, poi seguirono Zaccheroni e Delneri), non c'è più spazio per i capri espiatori. Se la scommessa Conte salta, salta pure il banco e chissà quali scenari potrebbe aprire l'ennesimo fallimento.

Meglio non verificarlo mai e stringerci a Conte, concedendo tutta la fiducia e la protezione a un allenatore che compie il grande balzo, quello della vita. Perciò, caro Mister, dacci dentro, e non considerarlo un gioco di parole, se diciamo che noi siamo Conte!