martedì 10 maggio 2011

Con lo Shuttle o a piedi, ciao a (quasi) tutti (A-Team su LaStampa.it)

Finalmente, l’agonia è finita e possiamo lecitamente pensare al futuro. Prima di concentrarci su chi debba arrivare, proviamo a fare il punto di chi debba rimanere e di chi si possa salutare, senza sventolio di fazzoletti bianchi. Ovvio che l’80 per cento di quelli che farei partire resteranno (non si può rivoluzionare la rosa ogni anno), ma questo è soltanto lo specchio di ciò che è oggi la Juve.

Buffon: va ricostruito psicologicamente, ma va tenuto.
Storari: col broncio perenne, lasciamolo andare a borbottare altrove.
Manninger: buon terzo, in attesa di un secondo giovane e promettente. Da tenere.

Barzagli: ha fatto il suo onestamente. Da tenere.
Bonucci: se non gli diciamo che è Beckenbauer, va tenuto.
Chiellini: da ricostruire, ma anche da tenere qui con le catene.
Motta: da spedire con il Concorde.
De Ceglie: se qualcuno lo vuole, non facciamolo insistere.
Grosso: scaduto per limiti d’età.
Grygera: grazie, ma basta.
Rinaudo: chi?
Sorensen: da tenere, magari vedendolo al centro.
Traoré: prima di spedirlo dove merita, facciamoci restituire i soldi.

Aquilani: nonostante tutto, da tenere.
Krasic: ma facciamogli fare vacanze riposanti quest’estate.
Marchisio: da tenere, ma basta montargli la testa.
Martinez: non fatemi infierire, le colpe non sono neppure tutte sue.
Melo: datemi il là e lo porto io in spalla oltre confine.
Pepe: qualcuno va pur tenuto.
Salihamidzic: grazie e ciao, ha dato fin troppo.
Sissoko: regaliamolo pure a chi se lo piglia.

Del Piero: il capitano dei tre stadi. Punto.
Iaquinta: prolunghiamo la lunga assenza fino al distacco definitivo.
Matri: questo è buono davvero. Da tenere stretto.
Quagliarella: se si rimette, va tenuto, ma dopo un infortunio così è rischiosissimo.
Toni: come quinto attaccante, un bestione d’area così lo tengo.

Delneri: da spedire con lo Shuttle.
Marotta: gli farei fare coppia fissa con Delneri, ma una seconda chance l’avrà di sicuro.
Andrea Agnelli: mi fido un altro anno del suo cognome, ma per favore non faccia parlare così tanto l’altro ramo di famiglia.