lunedì 6 giugno 2011

Le anime belle del calcio sporco

Nel bel pezzo “Un sistema senza coraggio” sul Corriere della Sera di oggi, Dario Di Vico affronta finalmente il tema del calcio scommesse per come va fatto, accantonando moralismi e pietismi che vanno da sé e non hanno bisogno di sottolineature.

Così, oltre a rimarcare l'assurdità di un panorama professionistico economicamente incapace e impossibilitato a mantenersi, Di Vico infila il dito nella piaga che in troppi fingono di non vedere: le autorità sportive sono inadatte a un ruolo così delicato. Anche in questo caso, come in molti altri (Calciopoli su tutti), sono costrette a inseguire indagini terze, che invece dovrebbero nascere dagli organi di giustizia sportiva. Appoggiarsi alla giustizia ordinaria per esercitare il normale potere di controllo è diventato consuetudine per i vertici del calcio.

“Se un arbitro concede un rigore dubbio le moviole di tutt'Italia si scatenano, se invece un portiere spalanca la sua porta ai complici della squadra avversaria tutto tace e il filmato finisce tutt'al più su Paperissima”, riassume Di Vico.

Petrucci e Abete ancora una volta si sono trovati di fronte a eventi più grandi di loro e, invece di prendersi tutte le responsabilità del ruolo che incarnano, si appellano all'ininfluente fatto che “la giustizia sportiva non può fare intercettazioni”.

Ci volevano intercettazioni per sentire puzza di marcio in Brescia-Bologna dello scorso 2 aprile? Non sono uno scommettitore, neanche alla Snai, ma la notizia che al mercoledì questa partita non era più nemmeno quotata è giunta fino a me. L'1 era dato per certo.

Che c'è di strano se si dà per scontata una partita tra una squadra allo sbando in serie negativa da settimane (il Brescia) contro una in piena forma, tra le più brillanti del periodo (il Bologna)? Nulla, se non che, in questo caso, tutti sapevano che avrebbe vinto il Brescia. Al 9' si era già sul 2-0 e alla fine fu un 3-1 vergognoso.

Che il Bologna si stesse vendendo una partita dietro l'altra in quel periodo lo intuivano pure i sassi. Gli unici che non se ne sono accorti sono stati i segugi federali. Eppure gli strumenti sono a portata di mano, senza scomodare le intercettazioni telefoniche. Si può fare anche comodamente da casa, come insegna la Uefa, che ingaggia smanettoni di Internet e li mette sulle tracce dei flussi di danaro sui siti di scommesse orientali.

Forse basterebbe soltanto rizzare le orecchie. È una vita che sento dire che le ultime cinque partite in serie B le vince chi paga di più. Possibile che nessuno sia andato a guardarci dentro, quanto meno per zittire i "si dice"?

Invece, ancora una volta, il calcio è a rimorchio delle procure e dei benpensanti. Ed entrambi fanno partite diverse da quelle che servirebbero davvero al calcio pulito.