lunedì 7 febbraio 2011

Juve, a Cagliari vola la rondine ma non è primavera (A-Team su LaStampa.it)

Nonostante l’estemporanea rovesciata di Amauri a Parma (ma quanto ama giocare spalle alla porta!), con Matri là davanti è come se avessero aperto le finestre di una stanza polverosa. Si badi bene, non è che abbiamo improvvisamente scovato un baby-Drogba sotto la foglia di un cavolo, ma è per dire che ormai mi stavo talmente assuefacendo a non avere finalizzatori, che un buon (ottimo?) attaccante mi fa quasi cadere nel deliquio della sindrome di Stendhal.

Ciò detto, ammainate i gonfaloni, che non è successo niente. Una rondine non fa primavera, anche se è bello vederla librare nel cielo della vigilia nerazzurra.

Sarà un caso, ma nel giorno in cui Mister Delneri rinnega i suoi dogmi e scopre che c’è tutto un mondo che gira altrove rispetto al 4-4-2, la Juve vince e segna tre gol, tutti con gli attaccanti di ruolo. Toh, guarda, nascono pure dai cross sulle fasce, quelli che a lui (e a noi) piaccion tanto, ma che finora arrivavano col contagocce.

Bene così, anche se ancora non s’è capito qual è la formazione titolare. Un po’ come lo scorso anno, quando giustamente s’accusava l’inesperto Ferrara di confusione. Ora il mister è esperto e la consideriamo duttilità (o emergenza o necessità o qualsiasi altra cosa). Per esempio, è piuttosto singolare vedere una difesa a quattro composta da soli centrali, ma questo passa il convento e colpe di Delneri stavolta proprio non ne vedo.

Qui s’era già auspicato un ritorno di Chiellini a sinistra e confermo: dal Chiello è arrivato finalmente un assist dalla fascia sinistra e, pur pagando la desuetudine, si vede che ci sono ampi margini di miglioramento. In più, si toglie dalla zona nevralgica della difesa, lasciandola a una coppia che sembra meglio amalgamata, Barzagli-Bonucci. Vedremo con Eto’o e Pazzini, se è vero.

Infine, almeno noi, giù le mani da Buffon. Pretendere di rivedere il superGigi del 2006 è ingiusto e miope: dopo un’operazione come quella che ha patito è ragionevole attendersi un periodo di rodaggio. Ma il portierone non va giudicato soltanto sugli interventi e sullo spessore tecnico del momento: uno col suo carisma serve per cementare lo spirito di squadra e per passare quella mentalità vincente, che manca al 99 per cento della rosa. Quindi, non toccatemelo.

P.S.: mi accodo con gratitudine ai festeggiamenti per le 444 partite del Capitano e per i 100 gol in A di Toni. Gente che ha fatto la storia di questo sport e, al diavolo le polemiche della domenica, è questo che fra 20 anni ci ricorderemo con ammirazione.