lunedì 28 febbraio 2011

Il Pulitzer di Alex

Provo a immaginarmi al Washington Post da una vita. Ho meritato un paio di premi Pulitzer e, già che ci sono, il World Press Photo. Come Bob Woodward e Carl Bernstein nel 1974 con Richard Nixon, ho fatto cadere un Presidente corrotto. Insomma, sono un top assoluto, un giornalista riconosciuto e rispettato nel mondo, modello aspirazionale di tutte le nuove generazioni di cronisti.

All’improvviso, il Post decade e mi ritrovo un nuovo editore e una girandola di nuovi direttori, al posto del mitico Editor Benjamin C. Bradlee, che mi guidò per una vita. Editore e direttori che, prima di ora, hanno guidato al massimo la Provincia Pavese (con tutto il rispetto).

Come faccio a seguirli, se mi chiedono di fare un pezzo strappacuore ad Avetrana? Che rispondo loro se mi mandano a intervistare Belen e Corona, sul loro imminente matrimonio? Come faccio a far capire loro che, mentre il Maghreb è in fiamme e il momento è epocale, non possiamo dedicare l’ennesima prima pagina a Ruby?

Mi sono messo nei panni di Alex Del Piero, campione del mondo per nazioni e per club, finalista all’Europeo, bi-campione europeo Under 21, vincitore di Champions, Supercoppa europea e 7 (sette!) scudetti.

Da cinque anni a questa parte, si ritrova a confrontarsi prima con una dirigenza che al massimo aveva organizzato il Roland Garros di tennis, poi con allenatori mai vincenti. L’unico con un palmares simile al suo, da giocatore, è stato Ferrara, ma precipitato alla Juve all’esordio assoluto in panchina (oltre all’aggravante che fino al giorno prima era un suo pari nello spogliatoio).

Come possiamo pretendere che il suo ruolo non sia ingombrante? Sento da più parti che dovrebbe farsi da parte, per non creare disequilibri nello spogliatoio. Lui dovrebbe farsi da parte? Qui si stanno pericolosamente invertendo le prospettive: non è lui che deve smettere di essere quel che è, piuttosto gli si deve dare una guida all’altezza. Non lo si può far guidare da un allenatore (e un direttore generale) che vanta come traguardo massimo un quarto posto nazionale. Lo stesso si può dire del Presidente, che ha il merito più grande nel cognome.

Essere campioni alla Juve sta diventando un difetto o un impiccio. È questa la ricaduta più abnorme di una crisi che, se così fosse, sarebbe davvero irreversibile.


30 aprile 1973, monta lo scandalo Watergate. Carl Bernstein, secondo a sinistra, e Bob Woodward discutono con Katharine Graham, publisher del Washington Post, Benjamin C. Bradlee, executive editor (a destra, seduto) e Howard Simons, managing editor.

9 commenti:

  1. Quoto il tuo in pieno... purtroppo molti tifosi vedono il Capitano come il male assoluto di questa squadra e che finchè ci sarà anche solo la sua ombra non diventerà + la "vecchia Signora" che tutti ricordiamo... io se fossi stato in Lui avrei già salutato tutti e con la voglia di mettermi in gioco avrei fatto come Raul scegliendo un'altro campionato (forse proprio quello tedesco) x divertirmi senza assilli...bisognerebbe avere il coraggio di dire "cari tifosi questo è quello che passa la cassa di famiglia Agnelli, ringraziate che presto avremo uno stadio di proprietà ma x scudetti o altro ci vorranno 10 anni o +...forse..." d'altra parte x es anche l'Arsenal di Venger dopo vittorie in serie con grandi campioni (e senza un farsopoli che lo mandasse in B) causa la costruzione del nuovo stadio vendette tutti i big e ricostruì la squadra con giovani di talento...ma da allora non ha + vinto niente x mancanza di esperienza ...grandi exploi ma anche grandi sconfitte... ma in inghilterra te lo puoi permettere, in italia se perdi due partite ti cacciano (vero Zamparini?)...vabbè forza JUVE sempre nel bene e nel male - Max di milano

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  2. simone questo è uno di tuoi piu' profondi articoi mai scritti da te da quando ti leggo un annetto circa...secondo il mio parere..b è hai perfettamente ragione qua nessuna mette in dubbio che ci sono pochi soldi per via dello stadio..o altro..e quindi dobbiamo aspettare..ma qua si mettono in dubbio le scelte..scelte sia di campanga acquisti di guida tecnica..ma poi dico è vero alex con la juve ha guadagnato tanto e quindi uno sforzo almeno per l'ultimo anno lo poteva fare ma è il modo come è stato chiesto ad alex di farlo..io di questa juve non sopporto le chiacchere e non sopporto agnelli che dice che su de piero...NON DEVE DIRMI COME STA ORA MA A MAGGIO O GIUGNO ora non ricordo bene..o marotta che fa anche lui dichiarazioni sul fatto che la porta era sempre aperta..state zitti andate un po' meno i tv e piu' a ragionare!

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  3. Alex è intelligente: con la storia del contratto in bianco ha spiazzato completamente la dirigenza che ora non ha più alibi. Io non sono mai stato un ultrà delpieriano, ma finché davanti a lui non ci saranno quattro punte di livello internazionale, fa bene a reclamare il posto. Non saranno certo i Iaquinta e i Toni a toglierglielo. Detto questo, al Capitano più vincente della storia bianconera tocca di diritto inaugurare il nuovo stadio.

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  4. La leggo contraddittorio nel suo incedere che lascia qualche dubbio sul fatto che di questa Juventus abbia compreso poco, ma non per difficoltà proprie, ma solo perchè di comprensibile c'è solo l'amaro calice della sconfitta ripetuta senza soluzione , salvo degenerare in pensieri e deliranti affermazioni quali " aver fatto perdere lo scudetto all'inter" ! Non vi passa proprio anche se lo scudetto 2006 è praticamente revocato nter, non vi si rabbonisce nè l'animo nè il discorrere, ormai simile a un perverso travaso di bile. Il milan viene a Torino a travolgervi ma sarete contenti e soddisfatti ancora una volta quest'anno di aver fatto perdere lo scudetto all'inter. Un grazie anche per le buone parole su alcuni calciatori della squadra nerazzurra di milano, primo fra tutti wesley schneijder che commosso ringrazia. come ringraziano i legni del benabeu e di san siro. Onestà intellettuale impone che la si chiuda qui, con il rispetto dovuto, ma senza la stima di un tempo ! Flavio zonca

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  5. @Flavio, il suo eloquio mi rimbambisce più di quanto non lo sia in natura. Per questo l'ammiro, senza ironia.

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  6. Ciao Simone, frequento il tuo blog su "lastampa.it" ma da qualche settimana è diventato un manicomio....tu proponi un argomento e gli altri si attaccano sempre e solo su calciopoli...è diventato insopporttabile!
    Riguardo ad Ale....è un patrimonio non un disturbo....guarda Maldini...fino all'ultimo giorno è stato un esempio per tutti al Milan e nessuno si è mai sognato di dire che destabilizzasse l'ambiente, io a Del Piero proporrei di continuare fino a quando ne ha voglia, tanto lo sa bene anche lui ormai che non è più ai massimi livelli e gli anni pesano, ma il suo apporto lo può dare anche senza giocare sempre, insegnando ai giovani quello spirito che lo ha portato sul tetto del mondo a dispetto di critiche continue di chi lo ha sempre osteggiato. Per ciò che riguarda il momento attuale è figlio di errori strutturali....oggi Tardelli ha rilasciato a Radio 24 un'interessante intervista dove senza dire cose straordinarie ha fatto capire come già 4 anni fà lui certe cose le avesse previste...ci vorranno ancora 5/6 anni per tornare a vincere a patto di mettersi in testa che un a progetto serio, nuovo, con i giovani e qualche campione non può essere messa fretta ad ogni sconfitta. PS faccio ammenda con te riguardo Del Neri, all'inizio del campionato non lo ritenevi da grande squadra e scommettemmo un caffè virtuale dato che io non ero d'accordo....beh insomma UN CAFFE' AL SIG. STENTI GRAZIE..... Luca da Gallarate

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  7. Ah, ah, ah! Grazie, per il caffè, Luca! Per LaStampa.it hai pienamente ragione: se quello del Beck era l'Ospedale, il mio è un vero Manicomio. Ora però mi sono stufato...
    (5 anni, a questo punto, è ottimistico: vorrebbe dire imbroccare due campioni a stagione, e mentre i primi invecchiano, trovare quelli che li sostituiscono. Non è per niente facile.)

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  8. Ho letto l'idea che hai lanciato per ciò che riguarda un allenatore di forte impatto mediatico, e ti vengo dietro, a pensarci bene è un'ottima idea, qualcuno che dia entusiasmo, che abbia un carisma indiscutibile, che tenga un alto profilo, anche che provochi perchè no! (nella maniera giusta non come Mourinho).....Del Neri mi ha fatto rimanere male quando ha dichiarato dopo la partita "sarà un anno difficilissimo, pieno di tensioni....ecc..."....le parole fanno tanto, va bene essere consapevoli delle difficoltà ma.....me lo dice anche mia moglie che è psicologa....mai usare parole negative per descrivere un momento negativo....perchè accrescono il disagio! non bisogna essere Eistein ma insomma anche Del Neri ormai ha perso la capoccia non credi? Luca da Gallarate

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  9. Delneri pensa in piccolo, Luca.

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