domenica 13 febbraio 2011

Bello aver scritto all'Inter la parola "fine" (A-Team su LaStampa.it)

Qualche settimana fa scrissi che la Juve è una provinciale. Questa con l’Inter è stata una vittoria da provinciale. Ma stavolta è un complimento, un grande complimento. Per tutti.

Per i chilometri macinati da Marchisio e Aquilani, per il cuore di Chiellini e Toni, per la determinazione di Barzagli e Bonucci, per il ritorno del Buffon che conosco io, per il su e giù di Krasic e Melo, per il ragazzino Sorensen che se l’è vista con un gigante come Eto’o e non ha fatto vedere la differenza. Infine, naturalmente, per Matri, l’attaccante che ha già cambiato il gioco della Juve e ha finito la partita come Garibaldi ferito sull’Aspromonte.

E pure per la miopia dell’arbitro Valeri, che non ha visto un rigore solare e s’è fin troppo dimenticato i cartellini in tasca, e sempre per l’Inter (quando si vince si è smodatamente indulgenti).

Pure per Delneri, i cui cambi mi risultano sempre esoterici, ma che ha preparato la partita molto meglio di Leonardo. Anche la scelta di sacrificare il Capitano stavolta mi ha convinto: la coppia Toni – Matri è assai convincente e ben amalgamata. Sarà difficile farne a meno. (Ciò detto, per tenere alta la squadra, io comunque Alex stasera l’avrei messo nella ripresa.)

E, sempre per stare in tema, diamo a Cesare quel che è di Cesare, che poi è Beppe: tanto sballata è stata la campagna acquisti estiva, quanto finora sembra indovinata quella invernale, ben al di là del prevedibile. Perché, oltre a una coppia d’attacco efficacissima, l’inserimento di Barzagli in queste tre partite è risultato davvero azzeccato: ha rafforzato la difesa e ha permesso lo spostamento a sinistra di Chiellini, che lì può essere esplosivo e trascinante senza fare i danni che fa al centro.

Permettetemi una nota magari poco sportiva, ma molto sincera: la cosa che stasera mi fa più piacere è, al di là di tutto, aver tagliato fuori l’Inter dalla corsa scudetto. La traversa di Eto’o è il timbro definitivo sulla parola “fine”. Ma quella parola è stata scritta da tutta la Juve, splendida provinciale.