giovedì 13 gennaio 2011

Stanković, il gol più bello della mia vita

Per FourFourTwo inglese mi sono fatto raccontare dal protagonista uno dei gol più pazzeschi degli ultimi campionati.



È un’insidiosa serata di campionato quella che attende l’Inter al “Luigi Ferraris” di Genova, lo stadio più “british” d’Italia. Il Genoa ha segnato 9 gol nelle prime 3 gare interne e l’Inter si presenta senza la coppia regina, Eto’o e Milito, in infermeria. Invece, alla mezzora i nerazzurri sono già 2-0 (Cambiasso, Balotelli) e, durante il recupero del primo tempo, ecco una delle reti più folli del calcio italiano. Finirà 5 – 0 per l’Inter (con le altre reti di Vieira e Maicon), ma è questa a passare alla storia. La racconta direttamente il suo autore, il serbo Dejan Stanković.

“Tutti mi chiedono quale sia il mio gol più bello e poi si danno la risposta da soli: sì, certo che è quello lì. Amelia, il portiere del Genoa, riceve un passaggio indietro e con la palla al piede esce dall’area. Era fuori posizione, ma proprio tanto. Io sono sulla riga di centrocampo sulla destra e faccio qualche passo verso il centro. Quella è la mia fortuna. Perché lui sbaglia completamente il rinvio, lo schiaccia, e la palla viene verso di me.

A me è bastato coordinarmi bene, senza neanche colpire troppo forte, perché il pallone arrivava veloce. L’ho preso bello bello, collo pieno e a quel punto l’unica paura era che recuperasse. Invece, se riguardi le immagini, noti che Amelia si ferma un attimo. Forse non ci credeva neanche lui e quello lo frega: gol. I miei compagni, tutta la panchina e anche Josè (Mourinho) sono corsi in campo a festeggiare e io ho esultato facendo con le mani intorno agli occhi il segno del binocolo per dire “guarda da dove l’ho fatto”: erano 54 metri. Negli spogliatoi tutti a chiedermi: “Ma come cacchio ti è venuto in mente di tirar da lì?”. Boh.

Comunque, non è stato un caso: avevo già fatto un gol così in Jugoslavia, ma non c’era la tivù, perché era un’amichevole tra la Nazionale e una selezione scelta dai giornalisti. In porta c’era Aleksandar Kocić. Poi ho preso una traversa in un Serbia-Azerbaigiàn e un’altra volta contro la Bosnia a Sarajevo è finita sulla parte alta della rete. Se un gol così l’avesse segnato Messi o Cristiano Ronaldo? Oh, sarebbe di sicuro il gol del secolo, ma io mi accontento del mio piccolo: l’ho fatto e se lo ricordano in tanti. E, se capita, ci riprovo”.