giovedì 6 gennaio 2011

Back to the future. Da Ciro a Gigi un anno passato inutilmente? (A-Team su LaStampa.it)

Buon 2010! No, non ci sono errori: è inutile scomodare il 2011, per la Juve l’anno non sembra passato. O, se preferite, sembra passato inutilmente. Chissà che cosa starà pensando Ferrara se già qualche settimana fa rimarcava che, tutto sommato, la sua gestione equivaleva a quella di Delneri. Anzi, volendo essere cinici, lo scorso anno, il giorno dell’Epifania lo passavamo contenti per la vittoria proprio a Parma (2-1) e avevamo 2 punti in più.

Giovinco e Palladino che umiliano la loro ex squadra nel loro ex stadio. Se non fossero cazzottoni sul nostro muso sarebbe una splendida storia di sport da raccontare. Invece, più coerentemente, dovremmo provare a rispondere ad Aquilani che si domandava dove potesse arrivare la Juve, dopo le partite di inizio anno (Parma e Napoli). A dir la verità, non è che ci si metta molto: a gennaio siamo fuori da due competizioni su tre. E la terza è la Coppa Italia.

Una Juve da vergognarsi. Certo, se in venti minuti si mette insieme immane sfiga (Quagliarella), immonda idiozia (Melo) e arbitraggio discutibile (il gol annullato a Chiellini che, comunque, ci sta e la lettura della reazione di Melo), che possiamo pretendere? Però qualche ragionamento a freddo va fatto.

Già contro il Chievo avevamo criticato la gestione dell’inferiorità numerica di Delneri. C’è una categoria di allenatori che, per dar la scossa alla squadra, non s’arrocca, ma controbatte: dentro un’altra punta. Lui, invece, continua a togliere gente capace di tenere palla: col Chievo Quagliarella (dentro Salihamidžić), stavolta il Capitano (dentro Pepe). Alex ha giustamente sacramentato: “Ma puoi togliermi dopo mezz’ora, anche se stavo facendo quello che mi chiedevi?”. Ma il Mister pare avere una predilezione per chi corre, piuttosto che verso quelli che sanno giocare.

Volevamo una squadra specchio del suo allenatore?
L’abbiamo. Solo che è il contrario di ciò che ci si augurava: provinciale, senza fantasia, senza leader. Nessuno che sappia caricarsi sulle spalle il peso delle situazioni avverse. Le subiamo in silenzio e i Giovinco paiono giganti. Triste.

È un momento difficile. L’unico là davanti che girava, s’è rotto dopo tre minuti. Il Presidente commenta così: “Ho sempre detto che questa squadra è competitiva, può vincere con chiunque, ma ci sta perdere in una giornata così. La nostra linea è definita, ora aspettiamo di sapere cosa ha Quagliarella, augurandoci che non ci siano problemi particolari”. Ci sta? Prenderne quattro in casa dal Parma ci sta, Dottore? E, ora, attendiamo di vedere la linea definita. Se è Barzagli, ha trovato il modo migliore per rinvigorire la tentazione che scorre sotto la pelle di un numero crescente di tifosi: l’azionariato popolare.