lunedì 5 dicembre 2011

L'uomo non ha morso il cane. Bene così. (A-Team su LaStampa.it)

Se un cane morde un uomo non è una notizia. Lo è se è l'uomo a mordere il cane. Questo insegnano nelle vecchie scuole di giornalismo. In quello sportivo insegnano che se la prima gioca in casa contro la penultima e vince, è come il cane che morde l'uomo. La Juve ha messo in cassa altri tre punti, altro da aggiungere non c'è.

Anche su Marchisio s'è già lungamente detto, mentre qualcosa si potrebbe sottolineare sulla supposta rosa corta, che continua a far risultato anche quando mancato i cosiddetti inamovibili. Catalano, l'uomo dell'ovvio, potrebbe arguire che è meglio avere in campo Pirlo che Pazienza. E io aggiungo che l'acqua calda scotta. Epperò s'è vinto lo stesso, pur senza far notizia.

In assenza di titoli, mi vorrei concentrare su un giocatore che so già che quest'anno mi farà tornare molte volte sull'argomento. Sui quotidiani sportivi di oggi, Mirko Vucinic ha preso larghe sufficienze. E quello inutilmente rosa definisce la sua partita “un'ora di qualità”.

Che il nostro numero 14 abbia piedi di classe superiore, non è discutibile. Per fortuna, però, io non sono costretto a far pagelle, altrimenti mi sarei trovato in pieno disaccordo coi colleghi.

Sappiamo che Mirko è uno che si accende quando ne ha voglia e spesso ciò non coincide quando gioca con le provinciali. Insomma, è uno che ama il caldo dei riflettori. Però chi ha classe dovrebbe essere proprio il grimaldello nelle partite contro squadre arroccate, dove gli spazi sono stretti come la vigilia di Natale all'ora di punta.

Invece, chissà, forse perché un po' orfano dei lanci di Pirlo, non ha fatto altro che accentrarsi e a cercare palla sulla trequarti, quando Conte gli chiedeva di restare largo sulla fascia. Lato del campo, tra l'altro, presidiato da Ghezzal, che è tutto fuorché un terzino., infatti, quando l'ha puntato, l'ha sempre saltato secco. Soltanto che Mirko era in giornata di triangoli stretti centrali, che non hanno portato alcun frutto.

Sarà una sensazione mia, ma ho l'impressione che il Mister non sia contento di quello che ha visto e che il dolorino che ha tolto Mirko dal campo abbia preceduto soltanto di un attimo la decisione della panchina.

Però, se si decide di segregare in panchina Del Piero e Quagliarella, bisogna che il preferito garantisca qualità, quantità e, soprattutto, continuità. Due su tre a Vucinic finora mancano. Quando i giochi si faranno duri, vedremo se sarà abbastanza duro per meritarsi tutta questa incondizionata fiducia.