lunedì 19 dicembre 2011

Il tempo degli esami è finito (A-Team su LaStampa.it)


Trentatré punti in 15 partite, media 2,2. Reti fatte: 27, seconda del campionato (Milan 33), ma con un solo rigore a favore (contro i 5, di cui alcuni definiti “generosi”, dei rossoneri); gol subiti 11, seconda del campionato (Udinese 9). Imbattuta, unica in Europa nei campionati che contano. Imbattuta in casa da nove mesi, sempre a segno da 14 match consecutivi, sei punti in più rispetto alla scorsa stagione. Con il gol di Quagliarella di ieri, sono ben 11 i marcatori. Per quel che serve, media inglese +1, unica squadra di A in positivo(l'Udinese è a 0 e il Milan a -1).

Questi numeri non lasciano spazio a interpretazioni, eppure la Juve sta partendo per Udine e sento ancora parlare di esame. Evidentemente ne ha più la Juve quest'anno di un corso di laurea di veterinaria, celebre per la quantità di prove.

Era esame di maturità quello col Milan. Passati con lode. Erano esami quelli della doppia sfida a fila con Fiorentina e Inter: sei punti. Erano esami le due trasferte ravvicinate con Lazio e Napoli: passate con ampio onore. Era un esame la partita con la Roma: magari la lode no, ma passato senza tentennamenti.

Ora ci tocca sentire che anche a Udine è un esame. Ma quanti ne dobbiamo passare per farci prendere sul serio? Che quando il Barcellona va a giocare a Valencia va a fare esami? Il City ha passato un esame con l'Arsenal? Il Bayern è ancora costretto a fare esami?

A Udine si può vincere o pareggiare, ma sarà una partita contro un'ottima squadra. Diciamo pure uno scontro diretto, ma il tempo degli esami è passato. In Italia, almeno, nessuno può più farci da professore. Con tutto il rispetto, nemmeno la squadra di Guidolin.

Vedremo come andrà a finire, ma qualsiasi sarà il risultato al Friuli, Conte e i giocatori (e pure tutti noi bianconeri) si godranno un panettone mangiato a quattro palmenti. Il tempo degli esami è finito e non ritornerà.