domenica 19 dicembre 2010

Mister e Vincenzone, c'è categoria e categoria (A-Team)

Esiste una categoria di calciatori che lotta, suda, spinge, crea confusione, sbuffa, si danna, si lancia su ogni pallone come se fosse l’ultima chance della vita. Ma non segna mai. Almeno, mai quando serve davvero. Li chiamano “generosi”. Il capostipite fu Ciccio Graziani che, grazie a Dio, giocava nel Toro e poi nella Roma e, disgraziatamente, nell’Italia. Diventò Campione del Mondo l’11 luglio 1982, guardando Alessandro Altobelli, che giocò al suo posto, segnare in finale. “Spillo” era tutto fuorché generoso: infatti, entrava in campo e la metteva. Magari neanche sudava, ma faceva gol a secchi.

Vai a capire il perché, i generosi sono adorati dagli allenatori. Ne vorrebbero 11, magari pure qualcuno di scorta. Vincenzo Iaquinta è da tempo iscritto "ad honorem" a questa prediletta categoria. Anche col Chievo ha fatto a cazzotti con tutta la difesa, con un campo infame e anche con se stesso. Purtroppo per lui, e anche per noi, da troppo tempo però sta facendo a botte pure con la porta, che a malapena intuisce dov’è.

Discorso vecchio, qui sviluppato ampiamente e senza acrimonia verso il giocatore: con Iaquinta prima punta non si va da nessuna parte. Peccato doverlo ribadire prima di un Natale che fino al 92’ era dolcissimo. Arrivare alla sosta a -3 da un Milan zavorrato dal prossimo arrivo di Cassano, poteva significare tanto.

Poi c’è una categoria di allenatori che, quando si ritrova in 10, toglie la punta più stanca e ne mette un’altra fresca . E poi c’è quell’altra, che toglie la punta e mette un difensore, anche fuori ruolo. Quelli che appartengono alla prima, vincono le Champions. Gigi Delneri appartiene alla seconda.

Difficile altrimenti preferire in campo Legrottaglie e Traoré a Krasic e Pepe, quando c’è da tenere la palla lontano dalla porta. Certo, la panchina non offriva grandi alternative (eufemismo da rileggere in chiave mercato), ma non risulta ci fosse una prescrizione medica che imponesse a tutti i costi la sostituzione di Milos, l’unico in grado di tenere il pallone laggiù. La sostituzione al 43’ del serbo rimane un mistero che soltanto Roberto Giacobbo potrà svelare.

Vabbe’, siamo in clima natalizio, perciò sforziamoci di guardare il lato gioioso della giornata: se avessimo vinto, magari Marotta e co. si sarebbero illusi di avere una squadra competitiva, risparmiando sul mercato. Così, non ci sono più scuse. Auguro alla Società che Babbo Natale faccia trovare tanti bei baiocchi sotto l'albero!