lunedì 13 dicembre 2010

E ora siamo di fronte a un bivio storico (A-Team su LaStampa.it)

L’emozionante vittoria sulla Lazio (che genuina goduria segnare a due secondi dalla fine!) ci mette di fronte a un piacevole dubbio. Dobbiamo continuare con questa squadra e i suoi alti e bassi? Trenta punti su 16 partite, proiettate sulla fine del campionato potrebbero significare un media da terzo posto (71 punti). Un risultato in linea con gli obiettivi estivi, figli di una rivoluzione generale, a partire dalla dirigenza in giù, e delle tante carenze d’organico che a tutt’oggi brillano d’evidenza.

È più che chiaro che un Krasic formato Champions League non può coprire da solo i limiti più gravi, su tutti l’assenza di una prima punta vera. La prestazione di Iaquinta grida vendetta. Per carità, non è (solo) colpa sua: non è il suo ruolo e non è neppure l’uomo adatto per gli schemi di Delneri. Cerca sempre di essere lanciato in verticale, ma abbiamo una squadra che male s’adatta a queste caratteristiche. Col risultato che ne vengono fuori improbabili traversoni dalla tre quarti che, da che il calcio è stato inventato, sono miele per le difese avversarie. Il povero Vincenzo si sbatte come un dannato, ma col risultato di far sudare anche il guardalinee, per tutte le volte che deve segnalare i suoi fuorigioco.

Ciò nonostante siamo in corsa, con l’attacco più prolifico del campionato. Il Milan, che pare fare corsa a sé, è a soli 6 punti e, malgrado un meraviglioso Ibra (scusatemi, ma io continuo a esserne innamorato), non dà l’impressione di poter ammazzare il torneo.

Perciò, ecco la domanda: ci accontentiamo per correre per un posto in Champions League o azzardiamo ciò che finora nessuno s’è ancora confessato?

Naturalmente, la risposta passa per il mercato di gennaio. Pur in periodo d’austerity e di fair-play finanziario, l’occasione che si sta prospettando è straordinaria. Proviamo a pensare che cosa significherebbe entrare nel nuovo stadio con lo scudetto sul petto. Qualsiasi investimento sarebbe ampiamente ripagato. Invece di attendere la prossima estate, non è meglio mettere mani al portafogli subito? Consideriamolo un investimento a termine praticamente immediato: spendiamo a gennaio per raccogliere i frutti dopo neppure quattro mesi.

Certo, l’offerta di campioni a gennaio è limitata. Ma anche perché normalmente sono limitati gli investimenti. Tanto per dirne una, Tevez e Benzema sono in vendita. Qualsiasi sia il loro prezzo, vorrebbe dire avere il nuovo Delle Alpi sempre esaurito, riacquistare credibilità internazionale, vendere l’immagine Juve con ben altri parametri e, soprattutto, tornare a mettere trofei in bacheca . Sembra fantacalcio, ma se in sede faranno due conti forse si scoprirà che sono soldi che non fanno a tempo uscire che rientrano.

Se vogliamo inaugurare il nuovo stadio degnamente, non lasciamoci scappare un’occasione storica.

P.S.: Mi asterrei a far commenti sull'uscita di Delneri su Buffon, dopo la prestazione di Storari di ieri.