Come la strega cattiva di Biancaneve, la
Juve ha passato 80 minuti a rimirare la propria bellezza con lo specchio
magico che continuava a rispondere con perfidia che, nonostante il suo
strapotere, una squadra le stava immeritatamente davanti in
classifica. Un'ingiustizia biblica, ma inevitabile quando invece di
portare a casa il cuore strappato al campionato si gigioneggia come
un Barça senza Messi.
Poi è arrivato il Principe Azzurro (e
Bianconero) con la fascia di capitano tatuata nell'anima, che alla
settecentesima (700!) partita ha mostrato alla strega quanto poco le
manca per diventare fata. Un colpo di bacchetta magica e la Lazio è
tornata topolino.
Non c'è dubbio, il calcio più bello
d'Italia si gioca allo Stadium e visto il Milan con Fiorentina e
Chievo ci sarebbe da stoppare qui il campionato per manifesta
superiorità. Eppure è tutto stramaledettamente aperto. Fino al
capolavoro di Pinturicchio addirittura si stava profilando una beffa
cosmica. Sei giornate sono lunghissime, per le mie coronarie quasi
infinite. Mai credere che i giochi sian fatti, ma la vittoria con la
Lazio è un buon gancio su cui appendere il cappello.
Dopo la partita dei viola a Milano i
discorsi sul calendario valgono zero, ma se qualcuno tornerà a farli
non potrà più dire che è peggiore il nostro. A partire da questo
weekend, con un Genoa che arriverà con la bava alla bocca al Meazza.
Non dobbiamo guardare a quello che fanno gli altri? Bravi, provateci
voi, con questo maledetto campionato spezzatino dove chi gioca prima
mette pressione a chi viene dopo (e magari, come Allegri, ha la
faccia tosta di lamentarsi di giocare al sabato).
Infine, lasciatemi inchinare davanti
all'infinito vecchietto. Davanti ai grandi stadi inglesi vengono
erette statue ai campioni che hanno scritto la storia del club. Chiedo
che venga scolpita fin da subito e posizionata nel nuovo piazzAle Del
Piero, quello antistante allo Juventus Stadium, l'arena della squadra
più forte d'Italia.
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Il Capitano intervistato da Juventus Channel |