sabato 25 febbraio 2012

Onore al Milan, che battaglia!

Abbiamo regalato un tempo e siamo a un punto. Abbiamo subito due gol e abbiamo pareggiato 1 a 1. Abbiamo sbagliato tattica iniziale (plurale majestatis che si riferisce a Conte, ma oggi siamo tutti sulla stassa barca) e la squadra "più forte del campionato" non ci ha battuto in tre partite. Abbiamo sbandato pericolosamente, ma siamo ancora imbattutti in campionato. Siamo usciti da San Siro, contro il miglior Milan della stagione, e siamo ancora lì, a meno uno, con una partita in meno. Negli scontri diretti, tanto per gradire, siamo pure in vantaggio: il che equivale a un punto in più per noi.

Non è stata una partita qualsiasi, è stata una battaglia. Onore delle armi agli avversari e un velo pietoso su Tagliavento, che non ha visto un gol solare di Muntari e ha annullato un gol a Matri, per un fuorigioco che ha visto soltanto lui. Per tacer dell'espulsione di Vidal.

Detto tutto questo, abbiamo dimostrato limiti di personalità, che devono far riflettere, Siamo entrati in campo col braccino e, forse, gli sberloni presi nei primi 45 minuti saranno salutari nel corso non solo di questo campionato, ma del ciclo che si sta aprendo. Penso alla prossima stagione, quando ci troveremo in stadi dai nomi altisonanti. Là non si potrà entrare con questa titubanza, con questa timidezza.

Conte, per la seconda partita consecutiva e per consuetudine ormai consolidata, s'è trovato a dover cambiare l'intero reparto d'attacco. Succede con troppa frequenza. Stavolta però non meraviglia. Anzi, ha destato più di una sorpresa vedere Borriello in campo dal primo minuto. Sperava nel gol dell'ex? Matri è indispensabile, mi tocca ripeterlo da inizio campionato. Un attaccante del peso e della qualità internazionale che fatico a comprendere come possa essere così poco valutato dall'ambiente. Stasera ha fatto un gol fantastico, con in spalla Thiago Silva, uno dei migliori centrali del mondo.

Tuttavia è difficile fare un'analisi tecnica di una partita guardata in apnea. Mi manca ossigeno al cervello. So solo che ho in bocca un dolce sapore, quello che di solito assaporo nei momenti di gloria.