lunedì 6 febbraio 2012

Dopo il Siena siamo sicuri di dover piangere?


Risistemiamo le cose nel giusto ordine. Sta peggio la Juve, che dopo il pareggio interno col Siena, ha una partita in meno da giocare e rimane imbattuta e prima, pur con un recupero in canna? O sta peggio il Milan, che non riesce mai ad approfittare dei passi falsi della capolista, non vince uno straccio di scontro diretto, ha i nervi a fior di pelle e andrà a Udine senza Ibra?

No, perché a leggere i commenti e, soprattutto, ad ascoltare i tifosi bianconeri (troppo esigenti o ultimamente troppo abituati a fare i piangina?) si direbbe che ieri la Juve sia uscita da un sonoro cappotto.

Poi, chiaro, che il perfezionismo (che non ha dimensione terrestre, non dimentichiamolo) vorrebbe che contro la quart'ultima in classifica si passeggiasse. Forse vorrebbe anche se un avversario fa un bagher in area gli si assegni un sacrosanto rigore, no?

E probabilmente la perfezione vorrebbe anche che se costruisci una squadra attorno a un giocatore, tenendo in panca gente che sarebbe titolare in gran parte delle squadre di A, questo deve garantirti anche le vittorie che non meriteresti. Questo giocatore, l'avran capito tutti, si chiama Mirko Vucinic.

I lettori di A-Team erano già pronti a non aspettarsi diluvi di reti, ma a questi livelli di sterilità non ci si prepara mai. Tre reti in 16 presenze è ruolino da centrale di difesa, non da apriscatole delle difese più affollate.

Il colpo di genio, la giocata, l'invenzione. Questo manca alla Juve e questo doveva regalare Vucinic. Quando lo farà, la squadra di Conte si avvicinerà davvero alla perfezione. Per il momento, dobbiamo accontentarci di godere di un campionato ampiamente imperfetto. Dove, con un pareggio interno col Siena, si può mantenere il vantaggio sulla seconda e guadagnare su terza, quarta e quinta.