domenica 23 ottobre 2011

75 milioni gettati sulle fasce (A-Team su LaStampa.it)

Martinez, Traorè, Motta, Krasic, Lanzafame, Pepe, Lichtsteiner, Giaccherini, Estigarribia, Elia. È la lista di giocatori di fascia arrivati tra lo scorso anno e questo alla Juventus. Nove. E tocca spostare a sinistra il peggior Chiellini della sua carriera o insistere con un Krasic, che ha totalmente perso tempi e sicurezze, per sperare di avere un po' di spinta dalle catene laterali. Inevitabilmente, senza ottenere frutti.

Non è tanto aver pareggiato con Bologna e Genoa
in casa e Catania e Chievo fuori a fotografare questa Juventus. È il modo. L'inane fatica a creare occasioni da gol contro le difese schierate, la mancanza completa di azioni dalle fasce, il timore di dover pensare che la differenza tra la Juve di Delneri e quella di Conte stia tutta nel genio di Sant'Andrea da Brescia. Come ebbi già a scrivere, che il Dio del calcio gli conservi la salute.

L'idea di calcio di Conte è un'altra
(al punto che l'arrivo di Pirlo venne vissuto dall'allenatore come un atto dovuto), perché il gioco dovrebbe generarsi dalle fasce. E qui viene il brutto, perché basta rileggere la lista di inizio articolo per renderci conto che da lì non può arrivare un bel nulla. Nessuno salta l'uomo, nessuno mette al centro cross decenti.

Due stagioni dedicate a trovare il jolly di fascia, cercando tra le seconde linee e gettando danari dalla finestra. Facendo un conto della serva, per difetto e senza contare gli ingaggi a vuoto, per quei nove Marotta ha speso circa 75 milioni di euro. Quanto costa Ribery? Quanto Nani? Quanto Robben? Nasri? Tutti quelli che volete?

Senza contare che sono tre anni che s'invoca un rinforzo al centro della difesa, che avrebbe logicamente dovuto essere il primo, vero obiettivo di mercato. Invece, tocca giocare alle tre carte coi soli Chiellini, Barzagli e Bonucci, dove due su tre oggi non danno garanzie.

Ora Fiorentina e Inter ci diranno davvero quale sarà la nostra stagione. Certo che una Serie A tanto scarsa non la ricordo: non esserne protagonisti sarebbe un grave smacco.

Ciao, Marco. Un grande abbraccio alla famiglia Simoncelli.