domenica 17 marzo 2013

Qualcosa non quadra nei campionati europei

In Bundesliga il Bayern ha 20 punti di vantaggio sul Borussia, in Premier League lo United domina con un +15 sul City, in Spagna il Barcellona è avanti di 10 sul Real, in Ligue1 il Psg ha quattro punti di vantaggio e una partita in meno rispetto al Lione. In Italia sappiamo.

Qualcosa non quadra. Siamo a metà marzo e i più importanti campionati continentali sono tutti virtualmente chiusi. Negli anni Novanta le 14 squadre più influenti d’Europa stavano progettando una Superliga in contrasto con la Uefa. Idea che politicamente non poteva che naufragare.

Tuttavia quello che si sta stagliando all’orizzonte è, di fatto, proprio un torneo d’elite. Se guardiamo le squadre citate, le prime e le seconde (tranquilli: in Italia presto lo sarà il Milan), sono tutte quelle che hanno partecipato alla Champions e, salvo il City, quelle che sono arrivate alla fase a eliminazione diretta.

È l’inevitabile conseguenza della spartizione dei diritti Champions che arricchisce sempre di più le squadre più forti e allarga una forbice alla lunga incolmabile con le altre, creando tornei noiosi, ma quel che più conta inappetibili dal punto di vista commerciale.

Questo porterà necessariamente a un ripensamento su scala continentale dell’organizzazione dei campionati, che così come sono rischiano di essere fuori dal tempo. La Juventus è stata brava a reinserirsi in questo circolo, ma farlo non è affatto semplice e, infatti, i nomi che circolano sono sempre più ristretti. Bisogna dire che c’è riuscita anche grazie all’insipienza dell’Inter che in soli tre anni ha sperperato il patrimonio della vittoria della Champions. Ma senza qualche harakiri, non c’è modo di accedere al cerchio magico.

Chi è avanti lo sarà sempre di più, basta che amministri coscienziosamente le immani risorse che derivano dalla Champions. Si calcola che soltanto per l’accesso ai quarti di finale la Juve metterà a bilancio 70 milioni in più. Ovvero, il famoso top player. E tanti saluti ai vari Napoli d’Europa che non potranno mai e poi mai mantenere i loro Cavani.

Soltanto Platini può invertire questo inarrestabile flusso riuscendo a imporre la sua visione di Champions all’antica: ovvero un torneo solo tra campioni nazionali. La ridistribuzione delle ricchezze sarebbe perciò più armonica. Democratica non ancora e forse mai, ma almeno vedremmo giocare per il primo posto qualche settimana in più.