domenica 11 novembre 2012

La coppia perfetta

Non male come risposta a chi si chiedeva come avrebbe reagito la Juve alla sconfitta con l'Inter. Dieci gol in due partite, anzi una e mezza, visto che a Pescara si è giocato per soli 45 minuti. Negli ultimi quindici anni soltanto l'Udinese era riuscita a segnare cinque gol nel primo tempo.

Dopo una tripletta e una prestazione col punto esclamativo ora Quagliarella scala le gerarchie dell'attacco. Che potesse essere lui l'uomo della svolta lo si era intuito anche prima della rottura del crociato del gennaio 2011. Da infortuni così si fa molta fatica a reagire. Ora che il tempo gli è complice, cominciamo a rivedere quel pazzo bomber capace di inventarsi rovesciate da copertina dell'album di figurine.

Tuttavia, Quagliarella è davvero genio e sregolatezza e, per una partita da tre gol e due assist, è capace di infilarne un paio da fantasma. Anche quest'anno, tanto per fare un esempio, dopo il gol al Chelsea e la doppietta al Chievo a Firenze e con il Napoli non s'è neanche visto.

Il suo tallone d'Achille è la continuità. Qualora dovesse trovarla, Marotta e Paratici potrebbero infilarsi sotto il piumone e svegliarsi tranquilli a fine stagione.

Non si può neanche dire che il suo rendimento cambi al cambiare socio in attacco, perché se ieri ne ha fatti tre con Giovinco (più quello di Seba, quattro), due ne ha fatti con Vucinic al Chievo, mentre in coppia con Seba hanno rimediato la magra figura di Firenze e con il Napoli. Ecco, forse varrebbe la pena vederlo più spesso con Mirko per capire l'effetto che fa. Magari contro squadre più probanti del Pescara, il più serio candidato alla B di questo campionato.

Matri, intanto, merita di ricostruirsi mentalmente, anche se ho la viva paura che ormai la stabilità psicologica del giocatore sia compromessa. Non a caso le voci su una prossima cessione a gennaio mi paiono sempre più attendibili. Personalmente mi dispiace molto. E Bendtner? Lasciamo perdere, va' là.