giovedì 8 novembre 2012

Il gol di Moses? meglio così


Ieri notte mi sono ritrovato in ascensore con un Chiellini raggiante: «Ci bastano quattro punti in due partite». Bravo, Chiello, chi se ne frega del gol di Moses. La Juve non deve guardare in casa altrui. Allo Stadium si scende in campo per vincere, sempre e comunque. D'altra parte, lo scoglio serio non sono i campioni d'Europa, che non potranno fare conto sempre sulla ormai proverbiale fortuna di Di Matteo.

Personalmente, mi fa più paura la tana di Donetsk. Più facile fare i tre punti coi Blues, che il pareggio in ucraina. Tuttavia, quel pareggio acciuffato dal Chelsea ci sbatte in faccia le nostre responsabilità, e non lo vivo come un male.

La Juve deve tornare a pensare in grande. Chi pensa in piccolo muore ancora più piccolo. Fare conti e conticini, sperando in una vittoria dello Shakthar a Stamford Bridge, era già a votarsi a una promozione da secondi. Ma poi agli ottavi? Sarebbe stato votarsi a un sorteggio potenzialmente mortale. Bene, perciò avere in mano il destino del primo posto. Ora ce la giochiamo in prima persona, senza dover puntare il satellite verso campi stranieri.

Certo, aver visto di che pasta sono davvero questi danesoni acuisce il rimorso per la partita di Copenaghen. Ma lasciamo stare e guardiamo avanti, come hanno saputo fare i bianconeri dopo la sconfitta con l'Inter. Il bicchiere europeo non è mezzo pieno: è colmo.