domenica 10 febbraio 2013

Messaggio senza confini

Una vittoria squillante di una squadra quasi perfetta. Il segnale della Juve giunge assordante al campionato e riverbera in Scozia, dove i molti inviati che affollavano la tribuna stampa contribuiranno a spargere preoccupazione.
 
La Juve vista contro la Fiorentina non ha punti deboli, soltanto eccellenze che si stagliano su un quadro di valore: il solito, monumentale Pirlo, che quando ha così tanti spazi trasforma il calcio in arte; un Barzagli versione Scirea, capace di strappare ovazioni allo Stadium; un Vidal che da solo ha asfaltato l’intero centrocampo viola; e, ovviamente, Alessandro Matri, che ha trovato una continuità entusiasmante. Ma che, soprattutto, mostra lo stato di forma quando è senza palla: pressa altissimo, corre, si sbatte, fa a sportellate con chiunque si trovi a tiro. Poi, quando è ora di segnare, visto che non pare apprezzare le cose semplici, decide di giocare l’handicap e si leva la scarpa.
 
Vincenzo Montella ha interpretato bene la partita, nella fase iniziale del primo tempo la Viola ha mostrato di essere un’ottima squadra, ma a fine match ha dovuto commentare l’evidenza: la Juve è più forte.
Persino la catena di sinistra, quella formata da Peluso e De Ceglie è via via cresciuta, schiacciando Pasqual e Savic prima e Tomovic dopo.
 
Chissà in quanti cominceranno ora a sospettare che la presenza di Conte mette troppa pressione alla squadra, invece di sottolineare come ormai sia chiaro che la preparazione invernale era finalizzata ad arrivare in turboforma in questo periodo, quello decisivo per tutto. Bravo lo staff tecnico, quindi.
 
Cartellino morale invece a Viviano per un gesto infantile e inopportuno e a quel (quei?) deficiente che col nastro isolante ha scritto -39 sul vetro che separa i tifosi ospiti. Sarei curioso di chiedere ad Andrea Della Valle come commenta gli episodi, dopo aver aspramente stigmatizzato quel facinoroso di Dante Alighieri.