mercoledì 5 dicembre 2012

Grazie, ragazzi. Ora siete grandi davvero



Il Chelsea campione d'Europa, e potenziale prossimo campione del mondo, sta dietro e non per differenza reti, ma perché la Juve ha vinto con tutti e perso con nessuno, in uno dei gironi più difficili del torneo.

E Antonio Conte (quanto ci è mancato!) ritrova i suoi campioni in testa al campionato e agli ottavi di finale di Champions, qualificati da primi. La sua squalifica può già dimenticarla. Ma l'impresa di Donetsk manifesta comunque forte la sua impronta. Una squadra che ha come obiettivo di classifica il non prenderle e tuttavia fa la partita, senza sosta, è una grande squadra.

La dimensione mentale della Juve è alla pari delle grandi del continente. I dubbi di settembre in tre mesi sono stati fugati. Se da Copenaghen si era tornati con qualche tarlo, dall'Ucraina si torna con la consapevolezza che questa Juve, che ha ancora margini di crescita, può vincere contro chiunque. E spalanca un altro interrogativo: dove può arrivare?

Una vittoria che fa bene anche all'onore, troppo presto messo in dubbio da gufi e malpensanti. Che se il biscotto lo fanno gli scandinavi son pacche sulle spalle e risolini, se lo fanno i latini son farabutti. Se lo fa la Juventus si scatena l'inferno. Ma la Juventus non lo fa: gioca per vincere dal primo all'ultimo minuto contro uno Shakhtar che mai era sembrato così normale. (E invece è una grande squadra, lo sappiamo tutti, anche se a primavera si squaglierà al sole del mercato di gennaio e dopo una sosta oltremodo lunga: beato chi lo sorteggerà).

Non è serata da pagelle. Meritano tutti applausi per una vittoria molto corale. E qui dovrebbe tornare il nome di Conte. Che, finalmente, torna anche in panchina. Grazie, ragazzi, ma è l'ultima volta che vi chiamo così: ora siete diventati grandi. Uomini veri.