lunedì 16 gennaio 2012

I campionati non si vincono (solo) con le piccole (A-Team su LaStampa.it)


I campionati si vincono contro le piccole, è il luogo comune che perseguita il nostro campionato. Non so chi l'abbia instillato, ma è un'idiozia solare. Se l'Inter avesse vinto il derby dello scorso 5 aprile avrebbe vinto lo scudetto. Se, invece di pareggiare, la Roma nella stagione 2009-2010 avesse vinto la partita d'andata con l'Inter avrebbe vinto lo scudetto. E l'avrebbe vinto pure nel 2008 portando a casa una vittoria coi nerazzurri.

Potrei andare avanti ore. Le partite contro le piccole valgono sempre tre punti, ma con le dirette avversarie possono valerne sei e alla fine pesa sempre la classifica avulsa dei primi posti. Alla luce di questa banale considerazione si deve soppesare il presupposto strapotere del Milan su questo campionato. Che, se è pur vero che passeggia con le piccole, come dice lo stesso Conte, con le avversarie dirette diventa piccino piccino. Con le prime cinque del campionato non ha mai vinto e ha racimolato la miseria di due punti: pari interni con Lazio e Udinese e sconfitte con Juve, Inter e Napoli. Con un ruolino così i campionati non si vincono.

Con quelle stesse squadre, invece, la Juve ha totalizzato 11 punti. Sintetizzerei che è più facile sistemare una squadra che fatica con le piccole, piuttosto che farlo con una che viene sistematicamente bastonata dalle grandi.

Quanto all'Inter, al di là della qualità del gioco espressa finora, una rincorsa che non possa prevedere battute d'arresto alla lunga logora. Sei vittorie a fila sono un bottino invidiabile, ma non inedito nel nostro campionato, dove capita spesso. Il più delle volte però non tiene fino in fondo: si ricorderà il filotto della Roma di un paio di stagioni fa, interrotto clamorosamente sul più bello con la sconfitta casalinga con la Samp.

Insomma, in una giornata dove la Juve ha pagato un'evidente flessione (normale dopo la pausa e dopo una corsa come quella di quest'anno), il pareggio contro il Cagliari va letto in controluce. Anche se forse basterebbe leggere la classifica, che sarà pure banale, ma che rimane comunque l'unico metodo che non lascia spazio a dibattiti.