Lo scorso venerdì, alla trasmissione a cui solitamente partecipo, avevo preventivato quattro punti tra Lazio e Napoli. Però, in cuor mio, pensavo ai risultati invertiti e prima della partita con gli azzurri covavo la vivida speranza nella fuga. Tuttavia questo pareggio è d’oro. Oro zecchino. Questo pareggio al San Paolo, sarà una banalità, equivale a una vittoria
Innanzi tutto, perché abbiamo cancellato dalla corsa una possibile (ancorché improbabile) pretendente alle parti più nobili della classifica. Il Napoli è out, e tanti saluti al progetto di De Laurentiis.
Inoltre, per guardare a casa nostra, ci si chiedeva che cosa sarebbe successo quando la Juve si fosse trovata a inseguire. Ecco la risposta, dopo essere stata sotto di due gol per due volte. Situazione che secondo il Mister “avrebbe stroncato qualsiasi altra squadra”. Qualsiasi non so, ma una gran parte di sicuro.
Dopo il pareggio col Bologna e la fatica con la Fiorentina, c’era chi attendeva la Juve al varco di questo terzo turno infrasettimanale. Avanti il prossimo dubbio, che questo non regge.
Rosa corta? Sicuro. Ma stasera non c’era Marchisio e c’era Estigarribia. Sì, quello che ha riaperto la partita la seconda volta e che avrà fatto duemila chilometri sulla fascia sinistra. Poi, se avessimo anche un vero vice-Pirlo, per far rifiatare ogni tanto anche Andrea, e un vero centrale di difesa al posto di Bonucci, saremmo da finale di Champions. Ma per ora ci si accontenta volentieri.
Se poi Pepe segna in tre gare di fila significa davvero che i pianeti si stanno allineando. Non sono ferratissimo in materia, ma spero che il campionato finisca prima del compimento delle profezie Maya: ci rimarrei piuttosto male a non vedere come va a finire questa stagione.
martedì 29 novembre 2011
domenica 27 novembre 2011
Qualcosa è cambiato. In tribuna stampa (A-Team su LaStampa.it)
Ora soltanto la scaramanzia può spingerci a non parlare di quella cosa là che ha tre colori e si appunta sul petto (per favore, sulla sinistra, dalla parte del cuore e non come i cafoni sullo sterno).
Dopo aver battuto le milanesi, vincere in casa della Lazio, squadra su cui sto puntando dall'inizio del campionato e che sicuramente finirà in zona Champions, non è più un esame di maturità: è laurea a pieni voti. Martedì si fa il master a Napoli, ma comunque finisca saremo lassù, davanti a tutti.
Il Mister continui pure a fare il pompiere, che va bene così, ma i segnali che qualcosa è cambiato sono evidenti. Non dico in campo, quello lo sapevamo già. Ma fuori, in sala stampa, in tivù: presidi che da tempo sono diventate barricate anti-juventine.
Prendiamo Sky e il duo Caressa-Marchegiani. Sono due professionisti tra i migliori, competenti, hanno ritmo e sottolineano alla grande le fasi gioco, talvolta pure enfatizzandole e facendole sembrare più belle di quelle che sono. Ma quando hanno davanti la Juve, uno torna l'ultrà giallorosso, l'altro non riesce a reprimere il passato laziale e torinista. Sul fallo di mano di Barzagli (scomposto, ma a un metro dalla deviazione di Buffon) si sono soffermati manco fosse stato il calcio di Cantona al tifoso del Crystal Palace.
Segnali. Siamo di nuovo temibili. Come tutti i “però” e i “ma” che leggiamo e ascoltiamo nei commenti. Quelli più repititivi sono “ma gioca sempre con gli stessi 11”, “però ha la panchina corta”, “però dipende da Pirlo”. Tutto vero. Ma per giocare 38 partite, una alla settimana, servono 50 titolari? Se giocano sempre gli stessi 11 e vincono sempre, qualcuno sente l'esigenza di cambiarli? Anche l'Argentina dipendeva da Maradona, ma non ho mai sentito dire “però”.
Ho anche sentito dire settimana scorsa contro il Palermo da un solone in tribuna stampa: “Però Vidal è troppo scarso”. È considerato uno dei più grandi di questo mestiere. Il che mi porta a pensare che di calcio non ci capisco davvero nulla. Anche perché io penso che questa Juve, al di là della classifica e delle statistiche, finora s'è dimostrata la migliore squadra in assoluto di questo campionato.
Proprio la migliore, senza “se” e senza “ma”. E con Vidal.
domenica 20 novembre 2011
Tardelli, Gerrard, Lampard? Marchisio (A-Team su LaStampa.it)
Il calcio sa essere logico. Il Palermo è arrivato a Torino senza punte e senza punti. Pinilla ed Hernandes per una squadra così significano molto, come molto significava aver raccolto in trasferta un unico, misero pareggio e quattro sconfitte, senza uno straccio di gol. Pure la statistica gli giocava contro: aver vinto le ultime tre partite a Torino accorciava radicalmente le possibilità di proseguire un'improbabile striscia.
Con queste premesse non sorprende il 3-0 finale, nonostante nel primo tempo Gigi Buffon abbia avuto l'occasione di ricacciare in gola ai tanti gufi le critiche su un possibile (ma lontanissimo) declino. Il più forte d'Italia è ancora lui, non lo discuto nemmeno più.
Tardellix è già un soprannome che comicia a girare per Claudio Marchisio. Oggi non mi pare più azzardato associarlo al grande Schizzo: finalmente gioca nel ruolo più congegnale (ma ci voleva davvero l'arrivo di Conte per capirlo?) e, per qualità e continuità, sta diventando uno dei centrocampisti più forti d'Europa.
Personalmente, lo vedo come un felice incrocio tra Steve Gerrard e Frank Lampard. Qualità e visione di gioco sommata a un numero impressionante di palle recuperate e di chilometri percorsi. Mi sembra di constatare che anche gli stessi compagni comincino a trattarlo in campo col rispetto riservato a quelli veri, quelli che ti fanno vincere.
Un indizio risiede proprio nell'azione del suo quinto gol di questa stagione (media impressionante, da bomber più che da centrocampista). Sul passaggio di Vucinic, infatti, Matri ha tagliato con i tempi perfetti e, in questi casi, è davvero difficile che una punta di ruolo si privi del tiro quando si trova col pallone in mezzo all'area. Alessandro, invece, ha preferitofare velo per favorire l'inserimento Marchisio. Segno che di lui ci si fida e che ha il carisma giusto per pretendere un velo anche da un attaccante che quando vede la porta come pochi.
Infine, mister Conte invita a non leggere la classifica. A me, sinceramente, riesce difficile: essere primi, con una partita in meno regala una dolcissima vertigine. Quanto al gioco, credetemi, in Italia di gente che gioca meglio proprio non ne vedo.
P.S.: a Martinello, assiduo partecipante al forum di A-Team, un abbraccio e le mie più sincere condoglianze per la perdita della mamma.
venerdì 18 novembre 2011
Rosa tenebra
I dati Fieg sulle diffusioni di ottobre confermano la sensazione di uno sfoglio che dura al massimo il tempo di un caffè ristretto. Così il giornale rosa, in caduta libera, non è più sul podio tra i quotidiani italiani, sorpassata a destra da quello salmonato. E ha già La Stampa negli specchietti, con la freccia accesa. Mai successo in 115 anni di storia.
Corriere Della Sera 460.517 +0,3%
Repubblica 433.211 -3,8%
Il Sole 24 Ore 281.858 +11,3%
La Gazzetta Dello Sport 273.472 -14,3%
La Stampa 265.600 -6,3%
Il Messaggero 182.250 -5,4%
Il Giornale 157.468 -0,6%
Avvenire 108.147 +6,9%
Libero 98.880 -1,3%
Corriere Della Sera 460.517 +0,3%
Repubblica 433.211 -3,8%
Il Sole 24 Ore 281.858 +11,3%
La Gazzetta Dello Sport 273.472 -14,3%
La Stampa 265.600 -6,3%
Il Messaggero 182.250 -5,4%
Il Giornale 157.468 -0,6%
Avvenire 108.147 +6,9%
Libero 98.880 -1,3%
| Prestissimo, si direbbe |
mercoledì 16 novembre 2011
Panchine ghiacciate
Interessante statistica. Prendendo in considerazione i tre allenatori da più tempo alla guida della stessa squadra nei cinque principali campionati nazionali europei, gli italiani sono in fondo e quello che dura da più tempo è all'esordio in Serie A. In Inghilterra, al contrario, non sembrano conoscere la parola esonero.
Premier League Alex Ferguson Manchester Utd 06/11/1986
Premier League Arsene Wenger Arsenal 30/09/1996
Bundesliga Thomas Schaaff Werder Bremen 10/05/1999
Premier League David Moyes Everton 15/03/2002
Ligue 1 Christian Gourcuff Lorient 01/07/2003
Ligue 1 Franck Dumas Caen 01/05/2005
Liga Manolo Preciado Sporting Gijon 01/07/2006
Ligue 1 Alain Casanova Toulouse 31/05/2008
Liga Unai Emery Valencia 01/07/2008
Liga Pep Guardiola Barcelona 01/07/2008
Bundesliga Jurgen Klopp Borussia Dortmund 01/07/2008
Bundesliga Jos Luhukay FC Augsburg 14/04/2009
Serie A Attilio Tesser Novara 11/06/2009
Serie A Walter Mazzarri Napoli 06/10/2009
Serie A Edoardo Reja Lazio 10/02/2010
(Fonte: Opta Sports)
Premier League Alex Ferguson Manchester Utd 06/11/1986
Premier League Arsene Wenger Arsenal 30/09/1996
Bundesliga Thomas Schaaff Werder Bremen 10/05/1999
Premier League David Moyes Everton 15/03/2002
Ligue 1 Christian Gourcuff Lorient 01/07/2003
Ligue 1 Franck Dumas Caen 01/05/2005
Liga Manolo Preciado Sporting Gijon 01/07/2006
Ligue 1 Alain Casanova Toulouse 31/05/2008
Liga Unai Emery Valencia 01/07/2008
Liga Pep Guardiola Barcelona 01/07/2008
Bundesliga Jurgen Klopp Borussia Dortmund 01/07/2008
Bundesliga Jos Luhukay FC Augsburg 14/04/2009
Serie A Attilio Tesser Novara 11/06/2009
Serie A Walter Mazzarri Napoli 06/10/2009
Serie A Edoardo Reja Lazio 10/02/2010
(Fonte: Opta Sports)
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