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mercoledì 26 gennaio 2011
Seedorf, il gol più bello della mia vita (.3)
Clarence Seedorf, durante una lunga intervista per FourFourTwo inglese, mi ha raccontato del gol che critici e fans ritengono il più bello della sua intera carriera: un golazo de larga distancia, una sassata da più di 40 metri nel derby di Madrid del 1997. Ma lui preferisce quest’altro:
"Per i miei fans quel missile all’Atletico Madrid è il miglior gol che abbia mai segnato. In effetti, è pazzesco pure dal punto di vista emotivo, perché il giorno prima è nato il mio primo figlio. Sono arrivato la mattina dall’Olanda, ho pranzato, mi sono riposato un po’, poi sono andato a giocare. E ho segnato quel gol in un derby! Detto questo, ci sono gol che considero tecnicamente più difficili: per esempio, col Torino, dopo averne dribblati tre. O, più ancora, il mio primo gol che ho fatto alla Juve: un sinistro al volo in movimento tecnicamente difficilissimo. A casa ho appeso la foto di Buffon in volo, mentre la palla s’infila all’incrocio. Il gol all’Atletico però ammetto che ha tanti pregi: tra cui essere premiato con 250 bottiglie di vino rosso. Considera che sono astemio, perciò calcola quante feste ho dovuto dare!"
Della stessa serie, già pubblicati: Zlatan Ibrahimovic e Dejan Stankovic
giovedì 13 gennaio 2011
Stanković, il gol più bello della mia vita
Per FourFourTwo inglese mi sono fatto raccontare dal protagonista uno dei gol più pazzeschi degli ultimi campionati.
È un’insidiosa serata di campionato quella che attende l’Inter al “Luigi Ferraris” di Genova, lo stadio più “british” d’Italia. Il Genoa ha segnato 9 gol nelle prime 3 gare interne e l’Inter si presenta senza la coppia regina, Eto’o e Milito, in infermeria. Invece, alla mezzora i nerazzurri sono già 2-0 (Cambiasso, Balotelli) e, durante il recupero del primo tempo, ecco una delle reti più folli del calcio italiano. Finirà 5 – 0 per l’Inter (con le altre reti di Vieira e Maicon), ma è questa a passare alla storia. La racconta direttamente il suo autore, il serbo Dejan Stanković.
“Tutti mi chiedono quale sia il mio gol più bello e poi si danno la risposta da soli: sì, certo che è quello lì. Amelia, il portiere del Genoa, riceve un passaggio indietro e con la palla al piede esce dall’area. Era fuori posizione, ma proprio tanto. Io sono sulla riga di centrocampo sulla destra e faccio qualche passo verso il centro. Quella è la mia fortuna. Perché lui sbaglia completamente il rinvio, lo schiaccia, e la palla viene verso di me.
A me è bastato coordinarmi bene, senza neanche colpire troppo forte, perché il pallone arrivava veloce. L’ho preso bello bello, collo pieno e a quel punto l’unica paura era che recuperasse. Invece, se riguardi le immagini, noti che Amelia si ferma un attimo. Forse non ci credeva neanche lui e quello lo frega: gol. I miei compagni, tutta la panchina e anche Josè (Mourinho) sono corsi in campo a festeggiare e io ho esultato facendo con le mani intorno agli occhi il segno del binocolo per dire “guarda da dove l’ho fatto”: erano 54 metri. Negli spogliatoi tutti a chiedermi: “Ma come cacchio ti è venuto in mente di tirar da lì?”. Boh.
Comunque, non è stato un caso: avevo già fatto un gol così in Jugoslavia, ma non c’era la tivù, perché era un’amichevole tra la Nazionale e una selezione scelta dai giornalisti. In porta c’era Aleksandar Kocić. Poi ho preso una traversa in un Serbia-Azerbaigiàn e un’altra volta contro la Bosnia a Sarajevo è finita sulla parte alta della rete. Se un gol così l’avesse segnato Messi o Cristiano Ronaldo? Oh, sarebbe di sicuro il gol del secolo, ma io mi accontento del mio piccolo: l’ho fatto e se lo ricordano in tanti. E, se capita, ci riprovo”.
È un’insidiosa serata di campionato quella che attende l’Inter al “Luigi Ferraris” di Genova, lo stadio più “british” d’Italia. Il Genoa ha segnato 9 gol nelle prime 3 gare interne e l’Inter si presenta senza la coppia regina, Eto’o e Milito, in infermeria. Invece, alla mezzora i nerazzurri sono già 2-0 (Cambiasso, Balotelli) e, durante il recupero del primo tempo, ecco una delle reti più folli del calcio italiano. Finirà 5 – 0 per l’Inter (con le altre reti di Vieira e Maicon), ma è questa a passare alla storia. La racconta direttamente il suo autore, il serbo Dejan Stanković.
“Tutti mi chiedono quale sia il mio gol più bello e poi si danno la risposta da soli: sì, certo che è quello lì. Amelia, il portiere del Genoa, riceve un passaggio indietro e con la palla al piede esce dall’area. Era fuori posizione, ma proprio tanto. Io sono sulla riga di centrocampo sulla destra e faccio qualche passo verso il centro. Quella è la mia fortuna. Perché lui sbaglia completamente il rinvio, lo schiaccia, e la palla viene verso di me.
A me è bastato coordinarmi bene, senza neanche colpire troppo forte, perché il pallone arrivava veloce. L’ho preso bello bello, collo pieno e a quel punto l’unica paura era che recuperasse. Invece, se riguardi le immagini, noti che Amelia si ferma un attimo. Forse non ci credeva neanche lui e quello lo frega: gol. I miei compagni, tutta la panchina e anche Josè (Mourinho) sono corsi in campo a festeggiare e io ho esultato facendo con le mani intorno agli occhi il segno del binocolo per dire “guarda da dove l’ho fatto”: erano 54 metri. Negli spogliatoi tutti a chiedermi: “Ma come cacchio ti è venuto in mente di tirar da lì?”. Boh.
Comunque, non è stato un caso: avevo già fatto un gol così in Jugoslavia, ma non c’era la tivù, perché era un’amichevole tra la Nazionale e una selezione scelta dai giornalisti. In porta c’era Aleksandar Kocić. Poi ho preso una traversa in un Serbia-Azerbaigiàn e un’altra volta contro la Bosnia a Sarajevo è finita sulla parte alta della rete. Se un gol così l’avesse segnato Messi o Cristiano Ronaldo? Oh, sarebbe di sicuro il gol del secolo, ma io mi accontento del mio piccolo: l’ho fatto e se lo ricordano in tanti. E, se capita, ci riprovo”.
giovedì 18 novembre 2010
Zlatan. Il gol più bello della mia vita
"Nel 2004 ero all'Ajax e mi cercava la Juve. Van der Vaart non mi parlava più perché diceva che l'avevo infortunato di proposito in allenamento. Per quel motivo, quando entrai in campo contro il NAC Breda, i supporter dell'Ajax mi fischiarono. Rafa (Van der Vaart, ndr.) non giocò. Io sì. E segnai due gol e feci quattro assist".Che fanno 6, esattamente quelli che segnò l'Ajax (a 2) e uno di quelli Zlatan lo considera il più bello della sua carriera.
"Un difensore mi disse: 'Zlatan, pensavo che fossimo amici'. Mi scusai, perché non m'ero accorto che in passato avevamo giocato assieme. Come reagì Van der Vaart? Non me ne curai. Il giorno dopo firmai per la Juve".
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